...immagini della chiesa...

Parrocchia di Santa Edith Stein - Roma!

Via Siculiana 160, 00133 Roma - tel. 0620433294

parrocchiasantaedithstein@gmail.com


 

 

 

 

FESTA PARROCCHIALE 2018


Anche quest'anno si terrà la festa parrocchiale nei giorni 7-8-9-10 Giugno. Ogni sera, a partire dalle ore 19:00, ci divertiremo insieme a diverse band che ci intratterranno con i loro numeri; ci sarà l’immancabile stand gastronomico che delizierà ognuno con la sua meravigliosa cucina.

Domenica 10 giugno alle ore 23:30 ci sarà l’estrazione della lotteria che ha come primo premio 500 LITRI DI CARBURANTE E 250€ DI BUONO ALIMENTARE.

La compravendita dei biglietti avverrà tutte le domeniche sul sagrato della chiesa alla fine della SS Messa e presso i nostri sponsor.

 

 

 


Avvisi SS.Messe

Orario:

Da maggio le Messe Domenicali saranno alle ore 8:30 - 10:30 - 19:00.

Dal Lunedì al Sabato la Messa è solo alle 19:00. 

 

 

Orario Sante Messe

 

Domenica e Festivi

8:30 - 10:30 - 19:00

 

Feriali

 19:00

I "preti" della Parrocchia

 

Il Parroco

don Massimiliano Caliandro

 

 

La XVII Prefettura Diocesana

Con il termine di "prefettura" ci di riferisce a più parrocchie della Diocesi di Roma che sono tra loro confinanti e che vivono esigenze pastorali simili giacché operano sullo stesso territorio. La Parrocchia di Santa Edith Stein appartiene alla 17° Prefettura Diocesana di cui diamo l'elenco.

 

Mappa della 17° Prefettura

 

Elenco Parrocchie

 

PARROCCHIA SANTA MARIA DELLA FIDUCIA

Via Casilina 1837 - 00132 ROMA

tel. 06-20.76.03.21

sito web: www.smariafiducia.it

Parroco: Don Gerardo DI PAOLO

Vicari Parrocchiali: Don John Harry BERMEO SANCHEZ, Don John Jairo BETANCUR, Don Saverio MONITILLO

Diacono Permanente: Diac. Francesco PLEIMES

 

PARROCCHIA SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY

Via Lentini 6 - 00133 ROMA

tel. e fax 06-20.76.02.09

sito web: www.curatodars.com

Parroco:  Mons. Marco GANDOLFO

Vicario Parrocchiale: Don Davide LEES

Diaconi Permanenti: Diac. Bruno PIREDDA, Diac. Paolo SERRANTI

 

 

PARROCCHIA SANT’EDITH STEIN

Via Siculiana 160 - 00133 ROMA

tel. e fax 06-20.43.32.94

sito web: www.santedithstein.it

Parroco: Don Rocco Massimiliano CALIANDRO


 

PARROCCHIA SANTA RITA A TORRE ANGELA

Via Acquaroni 71 - 00133 ROMA

tel. e fax 06-20.50.630

sito web: www.parrocchiasantarita5.191.it

Parroco: P. Giuseppe PIERVINCENZI (O.S.A.)

Vicari Parrocchiali: P. Pier Luigi DE GIACOMI (O.S.A.), P. Nereu Emmanuel GANUMBENI (O.S.A.), P. Giuseppe TESSE (O.S.A.)

 

 

PARROCCHIA SAN BERNARDINO DA SIENA

Via Degas 19 - 00133 ROMA

tel. e fax 06-20.31.110

sito web: www.parrocchiasanbernardinoroma.it

Parroco: Don Mario PASQUALE

 

 

PARROCCHIA SANTA MARIA MADRE DELL’OSPITALITÀ

Via del Torraccio 252 - 00133 ROMA

tel. e fax 06-20.56.534

Parroco: Don Carlo STANZIAL

 

 

PARROCCHIA SANTA MARIA CAUSA NOSTRAE LAETITIAE

Piazza Siderea 1/A - 00133 ROMA

tel. 06-20.50.215 - fax 06-31.05.40.28

sito web: www.santamariacnl.it

Parroco: Don Alberto PAPOTTI

Vicario Parrocchiale: Don Marco SANTARELLI

Diacono Permanente: Diac. Roberto DI LELLO

 

 

PARROCCHIA SANTA MARIA MADRE DEL REDENTORE

Via Duilio Cambellotti 18 - 00133 ROMA

tel. e fax 06-20.04.446

sito web: www.smmr.it

Parroco: Don Francesco DE FRANCO

Vicari Parrocchiali: Don Giulio BARBIERI, Don Anthony GALEA (Gozo - Malta)

Collaboratore Parrocchiale: Don Oscar Alexander VIANCHÁ RINCÓN (Duitama - Colombia)

 

 

PARROCCHIA SANTI SIMONE E GIUDA TADDEO A TORRE ANGELA

Via di Torrenova 162 - 00133 ROMA (uffici parrocchiali) Via Selene 47 - 00133 ROMA (abitazione)

tel. e fax 06-45.44.59.87

Parroco: Mons. Luigi STORTO

Vicari Parrocchiali: Don Francesco ANNESI, Don Filippo MARTORIELLO, Don Luca PAOLONI, Don Federico PORRELLO

Vicario Cooperatore: P. Antony OKOLO (C.S.Sp.)

Collaboratore Parrocchiale: Don Pietro Jian Sheng SHAO (Yungkía [Yongjia], Wenzhou, Wenchow - Cina)

 

 

PARROCCHIA SAN GAUDENZIO A TORRE NOVA

Via della Tenuta di Torrenova 114 - 00133 ROMA

tel. 06-20.25.993

Parroco: Mons. Virginio BOLCHINI (Novara)

Vicario Cooperatore: Don Bruno TAURINI

Diacono Permanente: Diac. Francesco MIRRUZZO

 

 

PARROCCHIA SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE

Via Michele Pantanella 5 - 00133 ROMA

tel. e fax 06-20.25.656

Parroco: Don Domenico ROMEO

 

 

PARROCCHIA RESURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

Via degli Orafi 120 - 00133 ROMA

tel. e fax 06-20.26.434

sito web: www.resurrezione.net

Parroco: Don Dario Gervasi

Vicario Parrocchiale: Don Fabio LAURENTI

Santa Teresa Benedetta della Croce

(Edith Stein) Vergine e martire

Festa:  9 agosto

 

Edith Stein nasce a Breslavia, capitale della Slesia prussiana, il 12 ottobre 1891, da una famiglia ebrea di ceppo tedesco. Allevata nei valori della religione israelitica, a 14 anni abbandona la fede dei padri divenendo atea. Studia filosofia a Gottinga, diventando discepola di Edmund Husserl, il fondatore della scuola fenomenologica. Ha fama di brillante filosofa. Nel 1921 si converte al cattolicesimo, ricevendo il Battesimo nel 1922. Insegna per otto anni a Speyer (dal 1923 al 1931). Nel 1932 viene chiamata a insegnare all’Istituto pedagogico di Münster, in Westfalia, ma la sua attività viene sospesa dopo circa un anno a causa delle leggi razziali. Nel 1933, assecondando un desiderio lungamente accarezzato, entra come postulante al Carmelo di Colonia. Assume il nome di suor Teresa Benedetta della Croce. Il 2 agosto 1942 viene prelevata dalla Gestapo e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove il 9 agosto muore nella camera a gas. Nel 1987 viene proclamata Beata, è canonizzata da Giovanni Paolo II l’11 ottobre 1998. Nel 1999 viene dichiarata, con S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena, Compatrona dell’Europa.

 

Emblema: Palma

Martirologio Romano: Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith) Stein, vergine dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martire, che, nata ed educata nella religione ebraica, dopo avere per alcuni anni tra grandi difficoltà insegnato filosofia, intraprese con il battesimo una vita nuova in Cristo, proseguendola sotto il velo delle vergini consacrate, finché sotto un empio regime contrario alla dignità umana e cristiana fu gettata in carcere lontana dalla sua terra e nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia fu uccisa in una camera a gas.

Un pugnetto di cenere e di terra scura passata al fuoco dei forni crematori di Auschwitz: è ciò che oggi rimane di S. Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein; ma in maniera simbolica, perché di lei effettivamente non c’è più nulla. Un ricordo di tutti quegli innocenti sterminati, e furono milioni, nei lager nazisti. Questo piccolo pugno di polvere si trova sotto il pavimento della chiesa parrocchiale di San Michele, a nord di Breslavia, oggi Wroclaw, a pochi passi da quel grigio palazzetto anonimo, in ulica (via) San Michele 38, che fu per tanti anni la casa della famiglia Stein. I luoghi della tormentata giovinezza di Edith, del suo dolore e del suo distacco.

Sulla parete chiara della chiesa, ricostruita dopo la guerra e affidata ai salesiani, c’è un arco in cui vi è inciso il suo nome. Nella cappella, all’inizio della navata sinistra, si alzano due blocchi di marmo bianco: uno ha la forma di un grande libro aperto, a simboleggiare i suoi studi di filosofia; l’altro riproduce un grosso numero di fogli ammucchiati l’uno sopra l’altro, a ricordare i suoi scritti, la sua produzione teologica. Ma cosa resta veramente della religiosa carmelitana morta ad Auschwitz in una camera a gas nell’agosto del 1942?

Certamente, ben più di un simbolico pugnetto di polvere o di un ricordo inciso nel marmo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la sua vicenda è balzata via via all’attenzione della comunità internazionale, rivelando la sua grande statura, non solo filosofica ma anche religiosa, e il suo originale cammino di santità: era stata una filosofa della scuola fenomenologica di Husserl, una femminista ante litteram, teologa e mistica, autrice di opere di profonda spiritualità, ebrea e agnostica, monaca e martire; “una personalità – ha detto di lei Giovanni Paolo II – che porta nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo”.

Elevata all’onore degli altari l’11 ottobre 1998, la sua santità non può comprendersi se non alla luce di Maria, modello di ogni anima consacrata, suscitatrice e plasmatrice dei più grandi santi nella storia della Chiesa. Beatificata in maggio (del 1987), dichiarata santa in ottobre, entrambi mesi di Maria: si è trattato soltanto di una felice quanto fortuita coincidenza?

C’è in realtà un “filo mariano” che si dipana in tutta l’esperienza umana e spirituale di questa martire carmelitana. A cominciare da una data precisa, il 1917. In Italia è l’anno della disfatta di Caporetto, in Russia della rivoluzione bolscevica. Per Edith il 1917 è invece l’anno chiave del suo processo di conversione. L’anno del passo lento di Dio. Mentre lei, ebrea agnostica e intellettuale in crisi, brancola nel buio, non risolvendosi ancora a “decidere per Dio”, a molti chilometri dall’università di Friburgo dov’è assistente alla cattedra di Husserl, nella Città Eterna, il francescano polacco Massimiliano Kolbe con un manipolo di confratelli fondava la Milizia dell’Immacolata, un movimento spirituale che nel suo forte impulso missionario, sotto il vessillo di Maria, avrebbe raggiunto negli anni a venire il mondo intero per consacrare all’Immacolata il maggior numero possibile di anime. Del resto – e come dimenticarlo? – quello stesso 1917 è pure l’anno delle apparizioni della Madonna ai pastorelli di Fatima. Un filo mariano intreccia misteriosamente le vite dei singoli esseri umani stendendo la sua trama segreta sul mondo.

Decisiva per la conversione della Stein al cattolicesimo fu la vita di santa Teresa d’Avila letta in una notte d’estate. Era il 1921, Edith era sola nella casa di campagna di alcuni amici, i coniugi Conrad-Martius, che si erano assentati brevemente lasciandole le chiavi della biblioteca. Era già notte inoltrata, ma lei non riusciva a dormire. Racconta: "Presi casualmente un libro dalla biblioteca; portava il titolo "Vita di santa Teresa narrata da lei stessa". Cominciai a leggere e non potei più lasciarlo finché non ebbi finito. Quando lo richiusi, mi dissi: questa è la verità". Aveva cercato a lungo la verità e l’aveva trovata nel mistero della Croce; aveva scoperto che la verità non è un’idea, un concetto, ma una persona, anzi la Persona per eccellenza. Così la giovane filosofa ebrea, la brillante assistente di Husserl, nel gennaio del 1922 riceveva il Battesimo nella Chiesa cattolica.

Edith poi, una volta convertita al cattolicesimo, è attratta fin da subito dal Carmelo, un Ordine contemplativo sorto nel XII secolo in Palestina, vero “giardino” di vita cristiana (la parola karmel significa difatti “giardino”) tutto orientato verso la devozione specifica a Maria, come segno di obbedienza assoluta a Dio. Particolare non trascurabile – un’altra coincidenza? – il giorno in cui la Stein ottiene la risposta di accettazione da parte del convento di Lindenthal, per cui aveva tanto trepidato nel timore di essere rifiutata, è il 16 luglio del 1933, solennità della Regina del Carmelo. Così Edith offrirà a lei, alla Mamma Celeste, quale omaggio al suo provvidenziale intervento, i grandi mazzi di rose che riceve dai colleghi insegnanti e dalle sue allieve del collegio “Marianum” il giorno della partenza per l’agognato Carmelo di Colonia.

Il 21 aprile 1938 suor Teresa Benedetta della Croce emette la professione perpetua. Fino al 1938 gli ebrei potevano ancora espatriare, in America perlopiù o in Palestina, poi invece – dopo l’incendio di tutte le sinagoghe nelle città tedesche nella notte fra il 9 e il 10 novembre, passata alla storia come "la notte dei cristalli" – occorrevano inviti, permessi, tutte le carte in regola; era molto difficile andare via. In Germania era già cominciata la caccia aperta al giudeo.

La presenza di Edith al Carmelo di Colonia rappresenta un pericolo per l’intera comunità: nei libri della famigerata polizia hitleriana, infatti, suor Teresa Benedetta è registrata come "non ariana". Le sue superiori decidono allora di farla espatriare in Olanda, a Echt, dove le carmelitane hanno un convento.

Prima di lasciare precipitosamente la Germania, il 31 dicembre del 1938, nel cuore della notte, suor Teresa chiede di fermarsi qualche minuto nella chiesa “Maria della Pace”, per inginocchiarsi ai piedi della Vergine e domandare la sua materna protezione nell’avventurosa fuga verso il Carmelo di Echt. “Ella – aveva detto – può formare a propria immagine coloro che le appartengono”. “E chi sta sotto la protezione di Maria – lei concludeva –, è ben custodito.”

L’anno 1942 segnò l’inizio delle deportazioni di massa verso l’est, attuate in modo sistematico per dare compimento a quella che era stata definita come la Endlösung, ovvero la "soluzione finale" del problema ebraico. Neppure l’Olanda è più sicura per Edith. Il pomeriggio del 2 agosto due agenti della Gestapo bussarono al portone del Carmelo di Echt per prelevare suor Stein insieme alla sorella Rosa. Destinazione: il campo di smistamento di Westerbork, nel nord dell’Olanda. Da qui, il 7 agosto venne trasferita con altri prigionieri nel campo di sterminio di Auschwitz- Birkenau. Il 9 agosto, con gli altri deportati, fra cui anche la sorella Rosa, varcò la soglia della camera a gas, suggellando la propria vita col martirio: non aveva ancora compiuto cinquantuno anni.

Autore: Maria Di Lorenzo

fonte: www.santiebeati.it

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