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Parrocchia di Santa Edith Stein - Roma!

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Adorazione Eucaristica

del 22 Maggio 2014

6° Domenica di Pasqua / A

Con voce di giubilo date il grande annunzio, fatelo giungere ai confini del mondo: il Signore ha liberato il suo popolo. Alleluia. (cf. Is 48,20)

Dio onnipotente, fa’ che viviamo con rinnovato impegno questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto, per testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede.

™™™Prima Lettura

Dagli Atti degli Apostoli (8,5-8.14-17)

In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. Parola di Dio.

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Salmo responsoriale (Sal 65)

Acclamate Dio, voi tutti della terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra, / cantate la gloria del suo nome, / dategli gloria con la lode. / Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!

A te si prostri tutta la terra, / a te canti inni, canti al tuo nome». / Venite e vedete le opere di Dio, / terribile nel suo agire sugli uomini.

Egli cambiò il mare in terraferma; / passarono a piedi il fiume: / per questo in lui esultiamo di gioia. / Con la sua forza domina in eterno.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio, / e narrerò quanto per me ha fatto. / Sia benedetto Dio, / che non ha respinto la mia preghiera, / non mi ha negato la sua misericordia.

™™™Seconda Lettura

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (3,15-18)

Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. Parola di Dio.

™™™Canto al Vangelo (Gv 14,23)

Alleluia, alleluia. Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. Alleluia.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Parola del Signore.

™™™La Liturgia Domenicale continua a proporci il Vangelo di Giovanni in cui Tu, Gesù, tieni ai tuoi discepoli quasi un «discorso di addio», prima della Tua Passione e della Tua Morte. In queste parole ci lasci il Tuo «testamento spirituale e di amore» e ci vuoi confortare per evitare di provare un turbamento per la tua mancanza. Siamo invitati così ad ascoltare queste Tue parole per vivere, in questo tempo liturgico, il mistero della Tua Ascensione al Cielo, quando lascerai i tuoi per sedere alla destra del Padre. Con l’Ascendere al Cielo, o Gesù, Tu sparisci alla nostra vista e non sei più presente in mezzo a noi; tuttavia non lasci da sola la tua Chiesa, anzi fai cominciare per lei un tempo nuovo, l’ultimo tempo, prima della piena realizzazione della salvezza. Così ci prometti un altro «Paraclito» e con queste parole ci introduci al mistero dello Spirito Santo e alla sua azione. Egli è Dio, come Te e come il Padre, ed è inviato a continuare nel mondo la Tua stessa opera di riconciliazione e di pace. Se Tu hai annunciato il Regno di Dio e hai rivelato l’amore del Padre in modo visibile, in modo cioè che tutti potessero vederti e ascoltarti, lo Spirito Santo continua la Tua stessa missione, giacché è inviato dal Padre, come Te, ma in modo «invisibile», nelle anime dei credenti.

™™™O Gesù, Tu e lo Spirito Santo, siete entrambi «paracliti». Paraclito è una parola che indica una persona che ti sta accanto e non ti abbandona mai, ti sostiene e prende le tue parti. «Il titolo “Consolatore” traduce qui la parola greca “Parakletos”, nome dato da Gesù allo Spirito Santo. “Consolatore”, infatti, è uno dei sensi possibili di Paraclito. Nel discorso del cenacolo Gesù suggerisce questo senso, perché promette ai discepoli la presenza continua dello Spirito come rimedio alla tristezza provocata dalla sua dipartita. Lo Spirito Santo, mandato dal Padre, sarà «un altro Consolatore», inviato nel nome di Cristo, la cui missione messianica deve concludersi con la sua dipartita da questo mondo per ritornare al Padre. Questa dipartita, che avviene mediante la morte e la risurrezione, è necessaria perché possa venire l' “altro Consolatore”. Gesù lo afferma chiaramente quando dice: “Se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore”» (Giovanni Paolo II).

™™™Con la Tua Passione, Morte e Risurrezione, Gesù, Tu hai davvero portato consolazione al mondo e noi, grazie a Te, non abbiamo più paura di rivolgerci a Dio a causa del nostro peccato. Come un buon «avvocato», infatti, prendi le nostre parti, anzi per il Tuo sacrificio addirittura cancelli le nostre colpe: santificati per la tua offerta andiamo a Dio con gioia e fiducia. Tu sei davvero quella consolazione che il profeta Isaia annunciava (cap. 49) quando parlava del Messia, descrivendolo come il Servo di Dio. Isaia, infatti, Ti annunciava misteriosamente quando profetizzava che Tu saresti stato una «luce di tutti i popoli» e non solo di Israele, raggiungendo così tutti i confini della terra. Isaia ci dice anche che l’inviato di Dio, sarebbe stato prima disprezzato e rifiutato e solo dopo acclamato come un vincitore che avrebbe portato la libertà agli ultimi. Il profeta annuncia perciò la Tua Pasqua, Gesù, e invita tutti alla contentezza: «Giubilate, o cieli, rallégrati, o terra, gridate di gioia, o monti, perché il Signore consola il suo popolo e ha misericordia dei suoi poveri». (49,13) Non bisogna dubitare di tutto questo perché Dio è fedele alla sua alleanza. Alla fine del suo Libro, inoltre, riecheggiano pure altre profezie che annunciano un tempo in cui il Signore avrebbe messo fine alla cattiveria degli uomini e avrebbe ridato al Popolo di Israele una vita nuova: «Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa tutti voi che l'amate. Sfavillate con essa di gioia tutti voi che per essa eravate in lutto. Così sarete allattati e vi sazierete al seno delle sue consolazioni; succhierete e vi delizierete al petto della sua gloria» (Is 66,10-12). «Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò; a Gerusalemme sarete consolati. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore» (Is 66, 14). Questa consolazione e questa speranza sono venute a noi per mezzo della Tua Pasqua, Gesù. Tu sei il Paraclito, il Consolatore nostro.

™™™Una volta asceso al Cielo, però, tutta questa gioia forse finisce? Non c’è il rischio che il cristiano, non vedendoti più, ritorni ad essere triste e a sentirsi di nuovo solo? Ecco allora che Tu prometti un altro Consolatore, Dio come Te e capace di rendere sempre presente nel mondo il Tuo ricordo, le Tue Parole, anzi addirittura Te stesso. In poche parole ci stai promettendo lo Spirito Santo. Grazie a Lui Ti avremo sempre accanto e grazie alla sua azione, che nella Chiesa raggiunge ogni uomo e ogni donna, potremmo beneficiare della Tua misericordia e del Tuo perdono. Grazie a Lui diventiamo figli di Dio e possiamo partecipare alla Tua vita. Egli ci sostiene nelle difficoltà, ci dà la forza per essere Tuoi fedeli discepoli ed è, come Te, nostro Avvocato perché ci suggerisce come difenderci dal male e dal peccato, e, trasformando il nostro cuore, ci rende graditi a Dio Padre. Davvero lo Spirito Santo non ci fa sentire soli, perché Ti rende presente in mezzo a noi in mille modi: nella Chiesa, nei Sacramenti, nella Parola di Dio, nelle opere di amore.

™™™Come vivere però avendo accanto lo Spirito Santo? Tu o Gesù, ci dici che solo se ti amiamo, osserviamo i tuoi comandamenti che a loro volta si sintetizzano nell’invito ad amare Dio e il prossimo. Tu stesso hai detto ai tuoi amici, poco prima, durante l’Ultima Cena queste parole: «vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.» (Gv 13,34). E la tua Passione, Morte e Risurrezione sono la manifestazione più grande dell’amore di Dio nei confronti dell’umanità: amore che si dona e amore che perdona. Non è, però, un controsenso il «comandare di amare»? Racchiudere la spontaneità e la libertà dell’amore all’interno di un obbligo e di un comando? È vero che, umanamente parlando, l’amore deve essere libero, spontaneo e non obbligato, ma Tu, Gesù, non stai parlando semplicemente dell’amore che è inteso come un affetto tra due persone, ma di un amore particolare, della carità, del dono dello Spirito Santo, amore personale e sostanziale tra Te e il Padre.

™™™L’amore che ci chiedi di avere, o Gesù, è innanzitutto un dono del Padre. Non è la nostra voglia o simpatia di seguirti in una maniera più o meno impegnativa, ma è donazione amorosa e totale che è resa possibile solo dall’azione trasformante dello Spirito Santo. È Lui che può cambiare il nostro cuore e renderla degna dimora di Dio, sicché noi abbiamo in lui la capacità di amare proprio con la forza del tuo amore. Questo dono ci è dato nel Battesimo e va custodito ogni giorno della nostra vita. E allora si capisce la relazione che fai tra l’amore e il comandamento: se in noi arde quest’amore e se siamo Tempio dello Spirito Santo, allora non sarà difficile compiere le sue opere, i comandamenti dell’amore che ci portano lontano, fino ad amare ogni persona, anche i nostri nemici: con questo amore è davvero facile mettere in pratica tutto ciò che ci comandi. Un amore così è impossibile umanamente, ma è possibile solo se amiamo Te, ovvero, solo se in noi vive e ama lo Spirito Santo.

™™™D’altra parte, un errore frequente che commettono i cristiani consiste nel considerare l’esigenze del Vangelo dimenticando che esse sono la naturale conseguenza di una sincera vita di fede e di amore. Chi vive la propria fede in modo superficiale, infatti, senza essere in una profonda amicizia con il Signore, difficilmente potrà essere convinto dallo Spirito Santo sulla bontà e importanza dei comandamenti e delle regole della Chiesa. Se non si cerca di vivere in grazia di Dio, di condurre una vita secondo lo Spirito Santo, ma si sta lontani dalla grazia sacramentale che arricchisce, fortifica e risana, allora le esigenze del Vangelo davvero appariranno sempre come sterili norme di un moralismo improponibile ieri, come oggi, come domani. Solo il Paraclito rende presente, nella Chiesa e nei fedeli, Gesù stesso, con i suoi insegnamenti e il suo amore, per cui sarà naturale, come ci insegnano i santi, mettere in pratica le parole di Gesù che non ci sembreranno come qualcosa di imposto dall’esterno, ma come l’unica via cui, quasi istintivamente, saremo portati a percorrere perché considerata da noi come accesso alla nostra vera e più profonda felicità. Anche se talvolta difficile a causa delle tentazioni e del peccato.

Nella Prima Lettura abbiamo ascoltato un brano tratto dagli Atti degli Apostoli in cui sono descritti proprio gli inizi di quel tempo in cui lo Spirito Santo comincia la sua missione, rendendo presente la forza della salvezza che Tu, Gesù, hai compiuto per mezzo della Passione, Morte e Risurrezione. Sono narrate opere grandi e portentose, perché lo Spirito Santo ora può portare la Tua vittoria ad ogni uomo ed ogni donna grazie all’azione della Chiesa. La Samaria, terra lontana dalla fede israelitica, accoglie Filippo e il Tuo Vangelo per i segni che si compiono e per l’opera dello Spirito Santo che cambia i cuori e li dispone così all’ascolto della Buona Notizia. Ma il tempo dello Spirito Santo è anche il nostro tempo in cui dobbiamo lasciarci guidare dalla sua azione, fidarci di Lui, convertirci e annunciare la bellezza della fede in Te. Ed anche per noi ci sarà una grande gioia.

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