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Parrocchia di Santa Edith Stein - Roma!

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Adorazione di Giovedì

15 Maggio 2014

5° Domenica di Pasqua / A

Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto prodigi; a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia. (Sal 98,1-2)

Colletta

O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna.

™™™Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli (6,1-7)

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede. Parola di Dio.

Salmo responsoriale (Sal 32)

Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.

Esultate, o giusti, nel Signore; / per gli uomini retti è bella la lode. / Lodate il Signore con la cetra, / con l’arpa a dieci corde a lui cantate.

Perché retta è la parola del Signore / e fedele ogni sua opera. / Egli ama la giustizia e il diritto; / dell’amore del Signore è piena la terra.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme, / su chi spera nel suo amore, / per liberarlo dalla morte / e nutrirlo in tempo di fame.

™™™Seconda lettura

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (2,4-9)

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso». Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo. Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Parola di Dio.˜™˜

Canto al Vangelo (Gv 14,6)

Alleluia, alleluia. Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Alleluia.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre». Parola del Signore.

* * * * *

™™™Dopo la Domenica del Buon Pastore e prima dell’Ascensione di Gesù al Cielo, la Chiesa propone i cosiddetti «discorsi dell’addio» di Gesù. Tra la Risurrezione e l’Ascensione, infatti, c’è un tempo di quaranta giorni in cui Gesù sta con i suoi discepoli e parla con loro, prima di salire con il suo corpo al cielo, da dove ritornerà alla fine dei tempi. Sono questi gli ultimi momenti in cui i Dodici Apostoli possono avere la gioia di vedere il Signore nel suo corpo glorioso, perché se è vero che Gesù è sempre presente in molti modi, specialmente con l’Eucaristia, tuttavia, con la sua Ascensione termina una sua speciale presenza sulla terra. Grazie a Dio comincia per la Chiesa il tempo dello Spirito Santo, che continua la missione di Gesù, ma la sua è una presenza diversa.

™™™Questi quaranta giorni sono così gli ultimi che Gesù trascorre sulla terra e, come spesso accade, quando uno sta per separarsi dalle persone che ama, lascia loro delle buone raccomandazioni. Ecco che la Liturgia vive tutto questo proponendo gli ultimi discorsi che Gesù pronuncia, nel Vangelo di Giovanni, durante la sua ultima cena. Sono una specie di «testamento spirituale», delle ultime volontà del Signore che ci lascia un po’ i suoi desideri, di come dobbiamo vivere nella Chiesa e nell’attesa del suo ritorno. Saranno vari i contenuti che ci accompagneranno in queste Domeniche, ma, in particolare, saremo invitati a vivere il comandamento dell’amore e ad essere uniti con Gesù e i nostri fratelli e sorelle nella fede.

™™™Non sia turbato il vostro cuore. Hai appena preannunciato a Pietro il suo rinnegamento, dopo aver parlato della tua prossima Passione e della tua Morte durante l’ultima Cena. È un discorso serio il tuo, difficile da accettare e che mette tristezza: sta per venire un momento in cui tutti saranno sconvolti per ciò che accadrà a Pasqua. Ma stai parlando anche a noi perché, dopo che tu sei asceso al Padre da dove un giorno ritornerai glorioso, ci hai privato della tua presenza. È questo il tempo dell’attesa, in cui la Chiesa vive senza di Te. È vero che sei presente nell’Eucaristia e nel prossimo, ma questa tua presenza non è piena, ma è sacramentale e creduta per la fede. Nonostante tutto, ci dici però di non temere e ci chiedi di non lasciar prendere dallo sconforto il nostro cuore, che è la sede della decisione e pertanto portato a fare scelte lontane dalla tua volontà. Ma il cuore può essere saldo solo se poggia su te, perché la fede è saldezza. Chiedi di avere fede in Dio, che qui sta per Padre e ad avere fede anche in Te, con la stessa intensità: così ci ricordi che tu sei Dio come il Padre e perciò la fede e l’affidamento da avere per entrambi deve essere uguale. Il motivo della nostra fiducia, poi, non si fonda solo sulla certezza che tu sei Dio e quindi non deludi né vieni meno, ma si radica anche nel fatto che Tu ci prepari un posto nel regno dei Cieli, perché ci vuoi con Te e puoi far si che noi possiamo partecipare alla tua vita gloriosa. A questo serve il tuo sacrificio.

Io sono la via, la verità e la vita. Per poter partecipare alla vita beata bisogna credere in Te e partecipare al tuo sacrificio d’amore: sei tu la via, l’unica via d’accesso sia alla piena rivelazione di Dio come Padre, Figlio e Amore sia alla partecipazione della vita beata. Pensare di ottenere una salvezza senza di te, accedere al Padre senza passare per Te è pura illusione. Anzi tu di definisci come la via, la verità e la vita. Tu sei la via. La via nella Bibbia indica la Legge e la volontà di Dio. Ora per poter andare al Padre, fonte e meta della nostra esistenza, dobbiamo imparare da Te e far si che il tuo amore divenga la legge della nostra vita: «amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati». Tu sei la verità. Sei tu che riveli all’uomo la sua dignità e ciò che deve compiere per realizzarsi pienamente, cosa che avviene nell’amore totale per Dio e per i fratelli. L’uomo che cerca la verità non può che trovare Te e, trovando Te, trova le risposte alle sue domande. Sono da compiangere coloro che, come Pilato, affermano che non c’è la verità, perché così ti escludono dalla loro vita. Il tuo Vangelo, la Rivelazione e la Chiesa sono i luoghi dove Tu, Verità, vieni annunciato e puoi illuminare l’esistenza umana allontanando l’oscurità delle bugie che il mondo ci dice giorno per giorno, nascondendo la nostra vera vocazione: essere Figli di Dio e partecipe della sua vita. Tu sei la vita. Non esiste solo una vita naturale che comincia con il concepimento e termina con la morte. Esiste una vita più piena, eterna, divina e beata. È la pienezza di vita di chi ti accoglie ed entra in comunione con te partecipando alla tua vita. Conoscere Te, amare il Padre e i fratelli come li hai amati Tu ed escludere il peccato, fonte di tristezza, è l’inizio di quella beatitudine che nel Regno dei Cieli sarà senza fine.

Mostraci il Padre. Chi Ti contempla, Gesù, contempla il vero volto di Dio: nei tuoi gesti, nel tuo amore e nella tua vicinanza tu mostri davvero come è Dio, che tante volte, nelle menti degli uomini e dei popoli, viene presentato in maniera distorta, solo perché risponda ai propri gusti o interessi. Tutto ciò che i popoli e le religioni hanno detto di Dio è poca cosa, per di più confusa, rispetto alla Rivelazione che Tu ci fai di Lui. Nella tua vita ci mostri, infatti, un Padre tenerissimo che ama tanto gli uomini da mandarti su questa terra e si prende cura di tutti, fino agli ultimi e ci ricolma di amore e di tenerezza. È la prova di tutto questo è la tua esistenza di amore totale e incessante, riflesso di quell’amore eterno e infinito che insieme al Padre e lo Spirito Santo è la tua forma di vita.

Chi crede in me. I tuoi discepoli per la fede in Te, vivono di Te e per la tua vita, il tuo amore e la potenza sono chiamati a trasformare il mondo. Faranno cose più grandi non perché più bravi di te, ma perché per lo Spirito Santo e la tua presenza dilatano il Tuo Corpo su tutta la terra ed estendono così i confini del Tuo Regno di amore, di giustizia e di pace. Se noi non combiniamo un bel niente, come tuoi discepoli, nonostante la tua promessa, ciò è perché non abbiamo fede in Te, quella ferma fiducia che è solida come una roccia e ci fa sperare contro ogni speranza e fidare all’inverosimile: Maria e i Santi hanno compiuto cose grandi perché si radicavano nel Tuo amore; noi possiamo fare cose grandi nella misura in cui saranno grandi il nostro amore e la nostra fede.

La tua Chiesa si trova ad affrontare i primi problemi che nascono nel momento in cui aumenta il numero dei credenti in Te, Gesù. È questa una delle prime decisioni che gli Apostoli devono prendere da soli, senza che Tu sia presente, anche se li sostieni con la forza dello Spirito Santo. Dopo l’entusiasmo iniziale, ogni comunità, crescendo, deve confrontarsi con le sensibilità dei gruppi. Questo avvenne allora e avviene anche oggi nelle nostre comunità, dove spesso i malumori delle piccole realtà incidono e appesantiscono l’armonia ecclesiale. Ma è in queste occasioni che bisogna pensare la novità e avere il coraggio di gesti profetici ispirati dallo Spirito Santo: in questa circostanza avviene l’istituzione dei diaconi che si occuperanno della carità; nel tempo della Chiesa, invece, troviamo uomini e donne pieni di Te che propongono soluzioni nuove a problemi che rischiano di dividere e invecchiare la tua comunità.

Gesù, Tu sei stato scartato dai benpensanti perché hai rivelato un Dio che mal si adatta agli interessi di tanti uomini e di tante donne: fare dell’amore, del perdono e della misericordia il centro dell’attenzione divina per l’umanità, spesso non corrisponde ai nostri schemi in cui vorremmo un Dio che subito intervenga ed elimini il male (o almeno ciò che noi pensiamo sia male per noi). Tu, Gesù, per il peccato e l’egoismo dell’umanità, sei stato messo in Croce, scartato, crocifisso fuori dalle mura della città. Proprio questo sacrificio d’amore, però, è stato la causa e il motivo della salvezza, il fondamento su cui si costruisce il tuo Regno su questa terra, un fondamento radicato sull’amore. Di fronte alla tua amorosa e totale donazione, rimaniamo senza parola, mentre coloro che fanno dell’egoismo e del successo personale la loro ragione di vita restano solo confusi. E su questo fondamento vivo noi, che partecipiamo alla tua vita, siamo pietre vive di un tempio spirituale, la tua Chiesa, che non teme così il tempo che consuma e corrompe, invece, ciò che è stato costruito con la materia e i valori che passano.

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