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Parrocchia di Santa Edith Stein - Roma!

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Adorazione Eucaristica

di Giovedì 1° Aprile 2014

5° DOMENICA DI QUARESIMA

Fammi giustizia, o Dio, e difendi la mia causa contro gente senza pietà; salvami dall’uomo ingiusto e malvagio, perché tu sei il mio Dio e la mia difesa. (Sal 43,1-2)

Colletta

Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.

 

Prima lettura

Dal libro del profeta Ezechièle (37,12-14)

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio. Parola di Dio.

 

Salmo responsoriale (Sal 129)

Il Signore è bontà e misericordia.

Dal profondo a te grido, o Signore; / Signore, ascolta la mia voce. / Siano i tuoi orecchi attenti / alla voce della mia supplica.

Se consideri le colpe, Signore, / Signore, chi ti può resistere? / Ma con te è il perdono: / così avremo il tuo timore.

Io spero, Signore. / Spera l’anima mia, / attendo la sua parola. / L’anima mia è rivolta al Signore / più che le sentinelle all’aurora.

Più che le sentinelle l’aurora, / Israele attenda il Signore, / perché con il Signore è la misericordia / e grande è con lui la redenzione. / Egli redimerà Israele / da tutte le sue colpe.

 

Seconda lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,8-11)

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Parola di Dio.

 

Canto al Vangelo (Gv 11,25.26)

Lode e onore a te, Signore Gesù! Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chi crede in me non morirà in eterno. Lode e onore a te, Signore Gesù!

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (11,1-45)

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Parola del Signore.

* * * * *

Il miracolo della risurrezione di Lazzaro, che il Vangelo ci narra in questa Domenica, è il 7° ed ultimo «segno» giovanneo che Gesù compie prima dell’ultimo grande segno, la sua Resurrezione. I sette segni o miracoli descritti nel Vangelo di Giovanni sono: Cana (2,1-12; 2), la guarigione del figlio dell'ufficiale del re (4,46-54), la guarigione del paralitico alla piscina di Betzaetà (5,1-9; 4), la moltiplicazione dei pani e dei pesci (6,1-15;), il cammino sulle acque (6,16-21; la guarigione del cieco nato (9,1-41;) e la resurrezione di Lazzaro appunto (11,1-45). Messa alla fine la Tua Resurrezione, Gesù, è il nucleo vero, esclusivo del Nuovo Testamento cui preparano tutte le opere. Lazzaro significa «Dio aiuta» e Betania «casa dei poveri», di coloro che confidano in Dio e così, già nei nomi, il racconto del miracolo non va letto solo come la narrazione di un fatto, ma racchiude in sé un significato più profondo. Lazzaro, Marta e Maria sono tra gli amici tuoi più cari, Gesù, anche se non ti seguano come gli altri discepoli. A riguardo di questa amicizia, Luca ci narra un episodio particolare quando, ospite una volta a casa loro, Marta si rammaricò con Te perché Maria, intenta ad ascoltarti, non l’aiutava nelle faccende domestiche: quanta familiarità c’era tra di voi!. Anche Giovanni sottolinea molto l’amore che Ti legava a queste persone, perché anche Tu, veramente uomo, hai avuto degli amici, persone con le quali ti trovavi meglio di altre. Alla notizia della malattia di Lazzaro non ti muovi subito Gesù, ma attendi. Fai questo perché stai per manifestare qualcosa di grande, la potenza salvifica di Dio.

Quante volte Ti chiediamo un favore e Tu sembri trascurarci. Come per Lazzaro, invece, ci stai preparando qualcosa di migliore, di più grande. Alla fine ti decidi e vai verso Betania, sebbene cercano di ucciderti: ecco fino a che punto, come amico, non temi di mettere a repentaglio la tua vita, per amore. Il Tuo, però, non è un semplice affetto, ma è segno dell’amore di un Dio che si fa prossimo ad ogni uomo. La malattia di Lazzaro non è per la morte, perché la vera morte non è fisica, ma spirituale. Dalla morte del peccato tu ci svegli con la tua grazia, dalla morte fisica ci risveglierai alla fine dei tempi quando rivivremo per non morire più. La morte fisica, infatti, è come un sonno e come dopo la notte c’è il giorno e dopo il buio la luce, così dopo la morte non c’è il nulla, ma una vita nuova, una luce increata: la luce di Dio. Tommaso ironicamente ricorda il pericolo che si corre andando in Giudea e pensa che avrebbe fatto una brutta fine seguendoti, ma in realtà sta dicendo una grande verità: per il Battesimo anche noi moriamo con Te, per poi con Te risorgere a vita nuova.

Secondo gli antichi l’anima per tre giorni, dopo la morte, stava ancora nei pressi del corpo e passati questi tre giorni lo abbandonava e pertanto non c’era più speranza di vita. Un morto di quattro giorni era davvero… morto!. Lazzaro e le sue sorelle dovevano essere molto ben voluti, se la morte di quello aveva richiamato così tante persone. Per l’amicizia che aveva con Te, o Gesù, Marta ti rimprovera il ritardo, ma volendoti molto bene e avendo fiducia in Te, anche se imperfetta, crede che Tu, puoi fare grandi cose. Anzi, in un grande impeto, ti chiede l’impossibile per Lazzaro. Marta ha fede nella risurrezione, come buona parte dei Giudei del suo tempo, ma è la risurrezione futura che lei confessa. Anche a noi spesso capitano momenti di grande fiducia in Te, in cui siamo spinti a chiederti di tutto. Poi un po’ per la vita, un po’ per l’incostanza non ci fidiamo più di tanto. A Marta chiedi un atto di fede salda perché solo così puoi agire nella vita dei tuoi fedeli.

Vuoi portare Marta ad una fede più chiara nella tua potenza, facendogli comprendere che Tu puoi tutto. Anche a noi spesso capita di confessarti come l’unico Salvatore e colui che può cambiare la nostra vita. Poi, dopo un po’, quasi razionalmente e con un po’ di sospetto, perdiamo quella fiducia iniziale e dubitiamo del fatto che tu puoi tutto. Tu, invece, Gesù, vuoi che ci fidiamo totalmente di Te, perché questo significa credere in Te, sapendo che la vita che tu doni è qualcosa che va oltre le nostre pretese: chi crede in te non può morire, perché anche se fisicamente i suoi giorni terminano, tuttavia, la morte non può annientare quel legame di amore che per il Battesimo si instaura con Te e con il Padre nello Spirito Santo. Il cristiano ormai è nella vita di Dio e pertanto è chiamato a vivere come tale: qui in terra e in pienezza nel regno dei cieli.

Maria è colei che ascolta la Parola di Dio eppure, nonostante ciò, anche lei, come la sorella, rimprovera a Te, Gesù, l’assenza in questo momento di dolore. Maria, come il cieco illuminato, come Giàiro (Mc 5,22), il lebbroso samaritano (Lc 17,16), cade ai piedi Tuoi, per adorarti, perché riconosce in Te una persona divina. Nonostante Maria fosse più «contemplativa» di Marta, di fronte al dolore reagisce umanamente. Allora il tuo cuore, Gesù, cuore dell’amico che ama, si fa vedere in tutta la sua umanità e tu manifesti la tua sofferenza, il tuo turbamento, vedendo il dolore dei tuoi amici. Tu sei Figlio di Dio, incarnato per noi e per questo sei anche vero uomo: hai vissuto e sanato tutto dell’uomo, anche il suo turbamento, anche il suo dolore. Ti si rimprovera di non aver agito con un amico, uno che amavi molto, come per uno sconosciuto, per il cieco nato. Anche a noi capita di pensare lo stesso, che non ci ami per davvero, quando vediamo che persone, che cristianamente sono meno impegnate di noi, ricevono da Te più grazie e aiuti. Mettiamo in dubbio il tuo amore, perché, a torto, noi misuriamo l’amore in base al tornaconto che ci viene.

E compi il miracolo della risurrezione segno del miracolo che il Battesimo opera in ciascuno di noi quando, da morti che eravamo per il peccato, abbiamo una vita nuova. E preghi e ringrazi il Padre, come quando preghiamo e ringraziamo nella Celebrazione Eucaristica, perché non dobbiamo dimenticare che la nostra vita deve essere un continuo rendimento di grazie, sapendo che il Padre ci ascolta sempre. Dobbiamo aver ferma fiducia che Egli ci da sempre ciò di cui noi abbiamo effettivo bisogno. E Lazzaro esce fuori dal sepolcro ancora bendato, segno di coloro che per comando Tuo, Signore, vengono liberati dal peccato, nel Battesimo, e ricevono nuova vita e vedono una Luce nuova. E come Lazzaro il primo che incontrano sul loro cammino sei Tu.

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