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Parrocchia di Santa Edith Stein - Roma!

Via Siculiana 160, 00133 Roma - tel. 0620433294

parrocchiasantaedithstein@gmail.com


 


Più esperienze e meno prediche

di Alessio Buzzelli

da "Il Tempo" del 28 Marzo 2014

Il Salotto Alzheimer è un modo di andare incontro a chi ha bisogno

La parrocchia S. Edith Stein è una parrocchia coraggiosa, che lotta. In questo identica alla Santa cui è intitolata. Edith Stein, ebrea, filosofa convertita e diventata suora, si lasciò prelevare dal suo convento di Colonia durante un rastrellamento nazista. Fu deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dalla Gestapo, dove morì nella camera a gas nel 1942. Avrebbe potuto nascondersi. Ma non lo ha fatto. E così la parrocchia di don Massimiliano Caliandro: non si nasconde. E non potrebbe, come ci spiega il giovane parroco: «Tor Bella Monaca - territorio della parrocchia - è una zona di confine, dove il disagio è tanto e spesso sommerso. In queste situazioni una parrocchia ha il dovere di essere presente, di fare qualcosa».

A partire dall'educazione e dalla formazione, veri cardini dell'azione di don Massimiliano, il quale ci mostra l'ultimo dei lavori svolti dai suoi ragazzi. Una mappa concettuale, risultato di una vera e propria indagine sociologica, in cui i giovani della parrocchia hanno cercato di individuare le ragioni alla base del diffuso disagio giovanile presente nel quartiere. Mancanza di prospettive, rinuncia ad una formazione culturale, accettazione passiva della realtà, sfiducia totale nella politica: queste le cause principali individuate dai ragazzi nella loro ricerca. «I ragazzi sono pessimisti e questo è un problema. Noi qui cerchiamo di dare loro prospettive, responsabilizzandoli e rendendoli protagonisti delle attività parrocchiali» commenta don Massimiliano.

Ecco allora l'oratorio, con i campi estivi, i corsi di chitarra e di ginnastica dolce per anziani: tutte attività organizzate e gestite dai giovani della parrocchia, perché loro «hanno bisogno di esperienze concrete, non di prediche». Secondo don Massimiliano, però, l'educazione delle giovani generazioni passa innanzitutto per quella degli adulti. A tale scopo è stato creato uno spazio di consulenza e psicoterapia, all'interno del quale una equipe composta da ben sei psicologi fornisce assistenza a chi ne avesse bisogno, soprattutto sotto l'aspetto relazionale. Aspetto questo di fondamentale importanza per don Massimiliano: «È solo attraverso la costruzione di relazioni mature e consapevoli che si può uscire dalle difficoltà. E, grazie a queste, costruire quello spirito comunitario che è obiettivo primario per la nostra parrocchia». Lavoro non semplice, certo, soprattutto perché «le persone sono ripiegate nella propria individualità» e difficilmente parlano dei disagi che le affliggono.

Per questo a S. Edith Stein sollecita costantemente ad «uscire allo scoperto» per condividere le proprie esperienze. Un esempio a tale proposito è certamente il «Salotto Alzheimer», servizio ospitato all'interno della parrocchia grazie al quale i pazienti affetti da demenza possono essere coinvolti in cicli riabilitativi costituiti da laboratori di danza-movimento, musicoterapia, terapia occupazionale. L'attività del «Salotto Alzheimer» è però rivolta anche ai congiunti, sia come supporto psicologico che come apprendimento di tecniche relazionali adeguate.

«L'iniziativa ha avuto un buon successo. Ciò significa che la ricerca di relazioni funziona. Senza questa, molte persone che oggi frequentano il "Salotto" probabilmente sarebbero rimaste chiuse nei loro problemi» dice don Massimiliano.

La parrocchia è divenuta così una comunità in continua costruzione, grazie soprattutto ai molti momenti di incontro e condivisione: grazie alle relazioni, appunto.

Alessio Buzzelli

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